PERCHE' LA DIETA DEI GRUPPI SANGUIGNI

BENVENUTI SUL SITO DEL CENTRO MEDICO DI STUDIO E RICERCA IN PSICOTERAPIA COGNITIVA E IN PSICOFISIOLOGIA DR.G.CULTRERA E DR.G.VITALE

"Sono fermamente convinto che non esistano sulla faccia della terra due persone identiche; nessuno che abbia le stesse impronte digitali, labiali o vocali. E neppure due fili d’erba o due fiocchi di neve sono uguali. Visto che tutti gli individui sono diversi l’uno dall’altro, non ritengo logico che essi debbano nutrirsi allo stesso modo. Poiché ciascuno di noi “abita” un corpo dotato di punti di forza e debolezza differenti e di diversi fabbisogni nutrizionali, per conservare la salute e per combattere le malattie è indispensabile tenere conto di queste peculiarità."»

 

JAMES D’ADAMO

 

"Quando il vento che soffia su di noi si rivolge contro, quando gli orizzonti si chiudo angolo ottuso, quando le nubi si incupiscono, quando i pensieri diventono assillanti e dominati dalla paura bisogna passare il testimone al programma che rispetta la nostra genetica , il nostro DNA, la nostra storia: quando due divennoro uno tutto fu reso possibile"

 

James Vitale

 

"L'oscurantismo della medina occidentale e capitalista non vede l'individuo, ma segue le oscillazioni della borsa; non esiste un vestito che tutti possiamo indossare, non c'è un farmaco che può ridarci ciò che è perduto, esiste solo un verso : cio' che senti, ciò che vuoi, ciò che hai e quello che desideravi, non puoi tornare indietro, non rinunciare ma devi sorridere e ringraziare".

 

James Vitale

 

Le osservazioni e analisi sulle”leggi fondamentali della natura”gli hanno permesso di capire come gli alimenti possano influenzare e interagire con il nostro benessere quotidiano.Questi principi fondamentali funzionino meglio se associati al proprio gruppo sanguigno, è fondamentale mantenere efficiente il proprio sistema immunitario, vera sentinella del nostro organismo. La sua sede principale risiede proprio nell’apparato digerente, dove ogni alimento viene distrutto ed elaborato per poi essere trasportato, attraverso il sangue, in ogni cellula del corpo. Ma non tutti gli alimenti sono “a misura d’uomo”, vale a dire che il sistema immunitario riconosce e accetta solo determinati alimenti mentre altri, non validi, sono in grado di scatenare infiammazioni anche croniche. Queste infiammazioni possono sfociare in semplici disturbi come mal di testa, febbre e tosse, provocare un aumento del peso o modificare glicemia, colesterolo, trigliceridi, pressione sanguigna, fino a vere e proprie patologie anche autoimmuni. L’idea di nutrirsi in base al gruppo sanguigno nasce dall’esigenza di capire perché più persone reagiscano in modo diverso alla stessa alimentazione. Cosa fa sì, ad esempio, che un alimento benefico per alcuni risulti addirittura nocivo per altri? La risposta si trova nel sistema immunitario, che è strettamente connesso al gruppo sanguigno.

Il nostro sistema immunitario individua gli “intrusi” nell’organismo grazie a sostanze chiamate antigeni, che oltre a questo determinano i gruppi sanguigni. Una persona può avere infatti diversi tipi di antigeni. Quello fondamentale, che contraddistingue il gruppo 0, è uno zucchero semplice chiamato fucosio. Esso costituisce la base degli altri gruppi, più complessi, nei quali si combina con N-acetil-galattosamina (gruppo A), D-galattosamina (gruppo B) o entrambi (gruppo AB). Il fattore Rh è un ulteriore antigene del sangue, ma attualmente non risulta una sua connessione con l’alimentazione. Una volta individuate le sostanze nocive, gli antigeni comunicano con le cellule tramite una catena di zuccheri semplici. Il loro “allarme” stimola la produzione di anticorpi.

La chiave del collegamento tra cibo e sistema immunitario sono le lectine, una particolare famiglia di proteine contenute negli alimenti. Tutte le lectine reagiscono in modo diverso ai singoli antigeni. Quando ne incontrano uno “incompatibile” inizia l’agglutinazione: le cellule si legano tra loro e formano dei grumi che in parte vengono smaltiti attraverso le vie urinarie e le feci, in parte si possono depositare sulle pareti degli organi interni, causando infiammazioni. Queste ultime possono essere più o meno gravi a seconda del grado di compatibilità.

Il dottor D’Adamo ha verificato gli effetti delle lectine sui diversi gruppi sanguigni non solo in modo teorico ma con evidenza scientifica: ha esaminato tutti gli alimenti più comuni e ne ha verificato la compatibilità con i gruppi sanguigni. È possibile infatti verificare la presenza di lectine nocive nell’organismo mediante un semplice esame delle urine, il test dell’indacano. L’indacano è un indolo, vale a dire una sostanza chimica che viene prodotta dall’organismo quando una proteina non è stata digerita bene e. Per rilevarlo è sufficiente aggiungere all’urina acido cloridrico e ferro, lasciar riposare due minuti e aggiungere ancora tre gocce di cloroformio. Il risultato viene rilevato mediante una scala colorimetrica: più il numero è alto, maggiore è la presenza di lectine incompatibili nell’organismo.

La strategia del medico è quella di individuare i cibi benefici per il proprio gruppo di appartenenza, al fine di mantenere efficiente il sistema immunitario. In ultima analisi, rimanda a noi, con la ricerca dei cibi più idonei, la responsabilità della nostra salute. Dobbiamo “essere medici di noi stessi”: non c’è una verità assoluta ma dobbiamo “sempre dubitare, dubitare e provare”, perché il corpo manda segnali precisi da individuare e capire. La ricerca del cibo sano, la cura e la preparazione di esso è il primo passo per un buono stato di salute, ma capire anche quali cibi siano più idonei è la strada giusta per tenere lontano, o porre rimedio, alle tante malattie che influiscono negativamente sulla nostra vita quotidiana.

 

 

 

 

 

 

 

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